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L’area Michelin? Ci vedo un centro per le energie alternative

La scorsa settimana, nell’intervista al sindaco di Fossano, Davide Sordella, abbiamo anche affrontato la questione del comparti industriali in disuso e di quello Michelin che potrebbe non venire più utilizzato dal 2017.
Il sindaco ha evidenziato come il Comune si stia già attivando in questo senso. In sostanza si tratterebbe di studiare un “progetto industriale fossanese” relativo ad infrastrutture interessanti come le aree Bongiovanni e Michelin (ma anche Riorda), insomma una sorta di proposta globale legata agli impianti presenti, alla viabilità ottimale e al collegamento alla ferrovia, Senza dimenticare l’avvio nel 2017 del retroporto di Vado nel vicino polo logistico di Mondovì.
Su questa questione è intervenuta anche la consigliera comunale Anna Mantini con alcune proposte nel segno della collaborazione.
“In primo luogo – ha detto  penso che le forze politiche fossanesi, insieme ai parlamentari cuneesi, ai consiglieri e assessori regionali, ai sindaci delle città vicine e alle organizzazioni delle categorie produttive, debbano iniziare a pensare seriamente ad un progetto. Non ha senso che una città baricentrica al Cuneese, dotata di infrastrutture che mancano altrove, con enormi potenzialità e con la presenza, comunque, di una realtà industriale di alto livello, debba pagare la crisi in questo modo”.
“Sicuramente – prosegue – è essenziale salvaguardare gli occupati, ma nulla vieta di pensare in prospettiva anche a nuova occupazione. Penso che spetti al Comune farsi promotore di un tavolo capace di mettere insieme domanda e offerta”.
“Per parte mia – spiega la Mantini – vorrei riprendere un discorso già emerso in passato: quello di un grande centro di sperimentazione e produzione di energie alternative. Si tratta di un comparto in forte espansione, che può usufruire di aiuti pubblici e che può attivare imprenditorialità innovative. Basti pensare a quelle individuate per le strt-up o per i nuovi finanziamenti della Cassa Depositi e Prestiti”.
“In questo senso – conclude – il comparto Michelin, dove è già presente la centrale di cogenerazione, ha tutte le caratteristiche per ospitare questo tipo di progettualità, magari col supporto della stessa Fondazione Michelin all’avanguardia nell’individuare le idee vincenti sul territorio. Si tratta, ovviamente, di una proposta, ma perché non provare?”.

La Piazza Grande 22 dicembre 2015