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Lo strappo di Davico, amarezza in Lega

Mantini: "Delusi da chi avrebbe dovuto rappresentare in Senato le istanze del territorio"

Profonda amarezza. Questo è il sentimento che caratterizza militanti e simpatizzanti del Carroccio anche nella Città degli Acaja in seguito alla scelta del senatore Davico il rompere con il partito che dal 2006 a oggi gli ha consentito di far parte della compagine degli eletti di Palazzo Madama a Roma e di ricoprire, per tre anni e mezzo, l'incarico di vice di Roberto Maroni al ministero degli Interni. Il segretario cittadino Giorgio Bergesio ricorda che già nell'ultimo periodo era evidente il distacco di Davico dalla vita organizzativa del movimento: "Probabilmente era già in pausa di riflessione, e ha trovato altrove ciò che corrisponde alle sua nuove ambizioni. Dispiace, perchè nella composizione delle liste tutti avevamo lavorato affinchè la Granda leghista avesse con lui un valido rappresentante in Parlamento". "L'apporto del senatore Davico ad alcune iniziative locali - aggiunge invece Anna Mantini - è stato assai poco rilevante. A lui ci eravamo affidati una volta sola, nella sua qualità di ex sottosegretario degli Interni, chiedendogli l'iter da seguire per far arrivare a buon fine a Roma la raccolta di firme per la Scuola allievi carabinieri. Non viè stata alcuna risposta da parte sua, e l'epilogo è quello che tutti conosciamo".


La Piazza Grande 17 dicembre 2013