Dettaglio

Una "pietra" sopra la ciclopista?

La pista ciclabile che non c'č arriverā nel prossimo consiglio comunale e, forse, fino alla sede del Consiglio regionale a Torino. Sarā infatti discussa questa settimana, nella seduta pubblica del 27 settembre, l'interpellanza della capogruppo della Lega Nord, Anna Mantini, con cui la stessa chiede lumi sulla sorte di un'opera pubblica - iscritta nel piano pluriennale degli investimenti - che completerebbe il percorso di mobilitā sostenibile oggi insistente in particolare su via Torino e su viale Regina Elena: proprio da quest'ultimo dovrebbe snodarsi la nuova percorrenza dedicata ai ciclisti in direzione di Bra. "Si verrebbe a collegare - spiega Mantini - alla Cittā il complesso abitativo da cui, allo stato attuale proprio per i rischi stradali, si deve partire con l'auto, per portare i figli a scuola". Sulla ragione per cui l'opera, sebbene a suo tempo ammessa a contributo dal Governo Cota, non viene avviata, Mantini mette in guardia dal ritornello solito delle responsabilitā regionali:"Per quanto sia evidente che la crisi finanziaria rallenta l'iter di alcune opere, a causa dei pesanti tagli attuati dallo Stato nei confronti delle Regioni del Nord, va detto che la Giunta piemontese ha sempre onorato i propri impegni economici nei confronti del territorio; certamente questo impegno non viene favorito, se risponde a veritā quanto ho avuto modo di accertare personalmente, dagli uffici tecnici comunali che avrebbero dimenticato di ripresentare la domanda di finanziamento, la quale per legge de essere reiterata ogni anno". Insomma, come se la situazione finanziaria carente non bastasse ecco la tegola della burocrazia locale. Un caso che sembra destinato a un approdo anche in Regione. "La Giunta Cota - spiega il consigliere leghista Federico Gregorio - non č mai venuta meno alla necessitā di sostenere le realtā locali sulla base dei progetti da queste presentati e giudicati validi. Nel caso specifico, tuttavia, si tratta di capire se vi sia stata una condotta lacunosa da parte degli uffici comunali che avrebbero avuto competenza a preordinare questa importante opera. Perchč, in questa situazione, anche se in teoria esistesse a bilancio regionale la copertura finanziaria dell'opera, la stessa slitterebbe inevitabilmente di un anno". A riprova dell'esigenza di provvedere a una riforma della burocrazia e responsabilizzazione ai vari livelli decisionali: "Proprio in questo periodo stiamo portando avanti in Consiglio regionale, con una convergenza fra i partiti di maggioranza e minoranza, la revisione della legge urbanistica in maniera da realizzare questi obiettivi e dare speditezza alle pratiche". Su quanto č stato sollevato dalla collega Mantini nel Municipio fossanese, il consigliere Gregorio vuole approfondire la vicenda per gli aspetti relativi alla competenza regionale, "dal momento che lo sviluppo di una viabilitā di tipo ciclabile, per un territorio com'č appunto il Fossanese, costituisce sia un fattore di sicurezza, sia una risorsa di fruizione turistica, e quindi non rappresenta una categoria secondaria di interventi". Sembra, nel frattempo, perdere quota - per l'ammissione stessa del vicesindaco - l'ipotesi, comunque dichiarata tecnicamente fattibile, di finalizzare parte dei proventi delle cessioni immobiliari comunali all'anticipo del sostegno regionale per cantierare da subito la pista ciclabile: "Basta che si faccia - conclude Mantini - anche se a una prima realizzazione della stessa forse si sarebbe potuto provvedere in maniera diversa alcuni anni fa, quando avvenne il parziale crollo della sede stradale in salita-discesa verso Bra".
La Piazza Grande 25 settembre 2012