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Pian del re? Laboratorio politico

La prima volta di Matteo Salvini a Pian del Re, quella a cui il segretario leghista ha partecipato, venerdì e sabato, agli Stati Generali della Lega e per parlare di montagna, baluardo della "civiltà padana" e ponte fra le diverse culture europee, di quell'Europa dei popoli di cui le Alpi sono la spina dorsale. Una grande festa di popolo, ma anche un preciso segnale politico perchè, in una situazione di crisi come quella attuale, di sfiducia nell'Europa e di aggressione da parte del fondamentalismo islamico, quella di Pian del Re non poteva essere la semplice celebrazione del rito pagano dell'ampolla attinta alla sorgente del Po (cerimonia che, del resto, non è avvenuta) ma l'occasione per affrontare taluni dei nodi politici cruciali per il nostro Paese. ne abbiamo parlato con uno degli esponenti di spicco della Lega piemontese, la fossanese Anna Mantini, che, ovviamente, a Pian del Re era presente.


Che significato ha questo vostro incontrarvi alle sorgenti del Po?
Guardi, al di là della caricatura che i media hanno sempre fatto dell'evento, si tratta di un appuntamento dal forte valore simbolico, ritrovarsi in tanti attorno alla sorgente del fiume che attraversa l'intero Nord Italia, che dà il nome alla Padania, per affermare la propria volontà di spendersi per questa terra. Non a caso Salvini è rimasto impressionato dall'attivismo dei militanti e dalla loro determinazione.

Solo questo?
Ovviamente no. Si tratta di un vero e proprio laboratorio politico. Il numero e l'entusiasmo dei partecipanti ci dice, ad esempio che la Lega cresce ancora. E lo fa perchè siamo rimasti in pochi a difendere la nostra cultura e la nostra identità, affermando, ad esempio, che i nostro confini vanno difesi, se necessario anche con le armi. Invece Renzi usa l'esercito per traghettare i migranti dal Nord Africa alle nostre coste. Mare Nostrum è un'anomalia, perchè tutti gli altri Paesi europei stanno ben attenti alle frontiere e ci rimandano indietro i profughi che noi abbiamo accolto, se tentano di entrare nel territorio.


Ma voi parlate di un'Europa che si sta islamizzando.
Verissimo, le notizia di questi giorni lo confermano, così come lo confermano i 20 milioni di islamici presenti in Europa. In questa battaglia vogliamo puntare molto sulle donne, perchè sono quelle che rischiano di più dal diffondersi della cultura musulmana. Non vorremmo veder minacciati diritti ormai acquisiti.


Per parlare di economia avete scelto di parlare di montagna, perchè?
Intanto perchè esavamo nel Cuneese che è la sorgente della Padania, poi per rimarcare l'aspetto transfrontaliero dell'economia montanta, delle Macroregioni, delle Alpi come ponte storico-culturale fra i popoli. E poi è stato un modo per parlare di autonomie locali, delle Regioni e delle Province a statuto speciale, che senso ha che solo alcune trattengano per intero le proprie risorse, mentre le altre devono darle allo Stato? Estendiamo a tutte le regioni lo Statuto speciale, visto che da Monti in poi, il Federalismo è stato accantonato e, anzi si è puntato tutto sull'accentramento.


Ma lo Stato non accetterà mai.
Credo che siano i cittadini a dover decidere. La ricetta vincente è meno Stato e più potere al territorio, esattamente l'opposto di quello che sta facendo Renzi. Noi vogliamo portare in piazza i cittadini contro l'immigrazione clandestina e per la disubbidienza fiscale. Salvini non si rivolge solo ai leghiesti, ma a tutti quelli che condividono queste idee.

La Piazza Grande