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La movida verrà "controllata"

L'interpellanza presentata dalla Lega Nord avente ad oggetto la manifestazione "Fusan da bar", ha rappresentato uno dei nodi del Consigio comunale di Fossano della scorsa settimana, anche perchè si è incrociata con un dibattito piuttosto ampio (anche su facebook) relativo alla movida e alle lamentele dei residenti. Dibattito approdato anche sulle nostre colonne.
E' questa una vicenda che ha del surreale. Sull'onda della moda internazionale di organizzare eventi di "critical mass", che consistono nel far convergere su aree ristrette e senza preavviso masse critiche di gente, soprattutto in bicicletta, col fine di produrre un forte impatto e quindi elevata visibilità, anche qui in Italia ci si dà da fare.
Naturalmente, onde evitare di assumersi ogni forma di responsabilità civile e penale, queste iniziative vengono volutamente organizzate in forma anonima, in modo tale da apparire come frutto dell'identica volontà personale di una moltitudine di soggetti. Sono pertanto iniziative che, per loro stessa natura, possono causare problemi per l'ordine pubblico e la sicurezza, senza che i partecipanti spesso se ne rendano nemmeno conto.
L'assessore Mignacca risponde con un'asettica analisi dei fatti e lodevoli dichiarazioni d'intenti, sottolineando la volontà dell'amministrazione di garantire la sicurezza dei cittadini e puntualizzando che, a norma di legge, la responsabilità civile e penale di quanto accade durante le manifestazioni ricade sugli organizzatori e che porre in atto manifestazioni in luogo pubblico non autorizzate è una grave violazione del codice penale, come viene anche sottolineato con nettezza assoluta del sindaco nel suo intervento conclusivo.
Grazie agli interventi dei consiglieri emerge anche il problema della somministrazione di alcolici ai minori, che è e rimane sotto la responsabilità degli esercenti anche in situazioni critiche come quelle di eventi di massa.
Viene anche evidenziato, in particolare dal consigliere Anna Mantini, che non ci si può limitare ad informare pubblicamente delle corrette modalità di organizzazione delle manifestazioni, poichè l'intento dichiarato è proprio quello di organizzare spontanee aggregazioni di masse critiche che sfuggano ad ogni forma di regolamentazionie.
E allora come fare? Ci si limita a informare e a sensibilizzare i giovani e si sta a vedere cosa accade, nella speranza che le forze dell'ordine saranno in grado la prossima volta di garantire puntulamente l'ordine pubblico e di rilevare i reati di ogni singolo soggetto coinvolto senza essere preventivamente allertati. Un sogno, un sogno che rischia di coprire un comodo sgravio di responsabilità.
L'unica via è quella di ordinare tempestivamente lo scioglimento della manifestazione non autorizzata da parte delle autorità preposte, come suggerito dal consigliere Riccardi e chiarito, per quanto attiene alle competenze, dal sindaco. Il Prefetto o il Questore, di fronte alla conclamata impossibilità di garantire l'ordine pubblico compromesso dalla massa critica aggregatasi improvvisamente, constatato che non risulta possibile garantire la sicurezza e l'ordine per le vie ordinarie, ovvero sanzionando ogni singolo soggetto per le violaizoni commesse al codice della strada ed eventualmente ad altre norme di legge, preso atto che non vi è immediata possibilità di identificare gli organizzatori e quindi di intimare loro di coordinare la manifestazione per riportarla entro i limiti consentiti, hanno l'obbligo di sciogliere la manifestazione d'autorità, dando la priorità alla tutela dell'ordine pubblico rispetto a quella del diritto del singolo manifestante.
Lo afferma chiaramente il Codice Penale: "il Pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio, che indebitamente rifiuta un atto del suo ufficico che, per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o di igiene e sanità, deve essere compiuto senza ritardo, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni"; e lo scioglimento di manifestazioni non autorizzate rientra tipicamente in questa fattispecie d'atti.
Non a caso, dopo un'ulteriore sollecitazione di Anna Mantini che, in sostanza, si è vista dare ragione da tutti, il sindaco ha garantito la vigilanza del Comune su questo fenomeno.

La Piazza Grande 7 luglio 2015